mercoledì, 23 luglio 2008
Incontri - Ritratti
In uno degli ultimi viaggi in treno che ho fatto, ho fatto un incontro che non è un incontro.
Un regionale, un treno di quelli che arrivano a destinazione ben dopo cena, un treno di quelli che già alla partenza ha mezz'ora di ritardo. Saliamo poco convinti, senza sapere a che ora arriveremo. Siamo in due ragazze, non è la prima volta che ci vediamo ma non ci conosciamo. Ci sediamo una di fronte all'altra, con noi un ragazzo salito prima. Tiriamo fuori i nostri libri, siamo contente, finalmente partiamo e poi ci immergiamo nella lettura.
Lì è avvenuto l'incontro - non incontro. Leggendo ogni tanto alzavo gli occhi, cercavo la stazione in cui passavamo, mi guardavo attorno. E mi sono accorta che il ragazzo che era davanti a me mi stava facendo un ritratto. Con prudenza e velocità, ogni volta che alzavo gli occhi, chiudeva la Moleskine e abbassa gli occhi, ma me ne accorgo. Ogni volta che abbasso lo sguardo prende in mano la penna e ricomincia a disegnare.
Qualche sorriso, ero curiosa, volevo vedere. Ma poi è sceso, ha messo via velocemente il taccuino, non voleva farsi vedere e non voleva mostrare il suo disegno. Ho chiesto alla ragazza con cui ero salita se, per caso, aveva buttato l'occhio.
So solo, da lei, che era bravo, il ritratto era bello e mi rimane la curiosità di questo incontro - non incontro, di cui però c'è un ritratto in giro.
sonia
Un regionale, un treno di quelli che arrivano a destinazione ben dopo cena, un treno di quelli che già alla partenza ha mezz'ora di ritardo. Saliamo poco convinti, senza sapere a che ora arriveremo. Siamo in due ragazze, non è la prima volta che ci vediamo ma non ci conosciamo. Ci sediamo una di fronte all'altra, con noi un ragazzo salito prima. Tiriamo fuori i nostri libri, siamo contente, finalmente partiamo e poi ci immergiamo nella lettura.
Lì è avvenuto l'incontro - non incontro. Leggendo ogni tanto alzavo gli occhi, cercavo la stazione in cui passavamo, mi guardavo attorno. E mi sono accorta che il ragazzo che era davanti a me mi stava facendo un ritratto. Con prudenza e velocità, ogni volta che alzavo gli occhi, chiudeva la Moleskine e abbassa gli occhi, ma me ne accorgo. Ogni volta che abbasso lo sguardo prende in mano la penna e ricomincia a disegnare.
Qualche sorriso, ero curiosa, volevo vedere. Ma poi è sceso, ha messo via velocemente il taccuino, non voleva farsi vedere e non voleva mostrare il suo disegno. Ho chiesto alla ragazza con cui ero salita se, per caso, aveva buttato l'occhio.
So solo, da lei, che era bravo, il ritratto era bello e mi rimane la curiosità di questo incontro - non incontro, di cui però c'è un ritratto in giro.
sonia
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categoria: riflessioni, lavoro, treni
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