sabato, 17 ottobre 2009

Trieste

Trieste è bella, molto bella.
Il viaggio lungo, il treno che corre un po' in pianura, un po' lungo le colline e, verso la fine del viaggio, costeggia il mare, dà l'idea della lontananza, del confine. Perchè Treiste è al confine. Sicuramente un confine geografico, ma soprattutto un confine di tempo.
La città è in bilico tra diverse epoche, tra diversi momenti storici e come ti giri ti sembra di cambiare.

La nostra passeggiata è iniziata dalla stazione, dei treni e degli autobus, vicino a una zona in parte ancora abbandonata, quei moli commerciali e centro di traffici di una volta, quasi abbandonati. Qui c'è un pullulare di genti e di lingue dell'Est. Macchine, volti e parole che mi hanno ricordato quella Jugoslavia che oggi non c'è più, ma che ricordo netta dopo anni di mare nelle isole jugoslave dell'Adriatico.
Poi avvicinandosi al borgo teresiano ci si sente trasportati in un mondo asburgico, un mondo lontano, quello di Svevo, e delle immagini che abbiamo ereditato noi dell'ex impero di Cecco Beppe. Ma con una grandiosità e una ricchezza che, spiace ricordare loro (cioè noi), i trentini alto adesini col cavolo che hanno avuto. Si vede che Trieste era per l'impero veramente importante: case, vie e palazzi parlano di commerci e ricchezze, di attenzione e arte. Di grande città, niente da dire.
In direzione San Giusto abbiamo poi attraversato i quartieri di Cittàvecchia, oggi in restauro (qua e là concluso) che parlano di una vita commerciale più minuta, quella delle gente comune, ma a differenza del fasto teresiano ormai da passeggio, viva. Negozi, bar e pescherie che si succedono al piano terra di case piccole, dai nordici colori pastello, ma dalle dolci linee quasi veneziane.
La parte in salita di Trieste è poi tutta a sè, uno se la immagina battuta dalla bora, che non stento ad immaginare come un flusso acqueo freddo che scende da quei marciapiedi. Corrimano, salite e scale che parlano di una città che sta dietro la vetrina lungo mare, dove però la gente abita e vive.
Il colle di San Giusto poi conclude la salita, con mosaici dorati che non ti aspetteresti, con monumenti che parlano dell'italianizzazione forzata del ventennio e con sposi di oggi che sotto il sole d'ottobre corrono da un belvedere all'altro.
Scendendo verso le rive abbiamo poi attraversato un altro quartiere triestino, dove qua e là emergono resti romani che portano ancora più indietro nel tempo, ma vicino ai quali la sede del sindacato dei marittimi ricorda che laggiù c'è il mare.
E al mare, alle Rive, si è conclusa la nostra camminata. E lì sui moli si è realizzata questa commistione di tempi: in attesa della Barcolana erano attraccate vicine fra loro barchette di legno, tecnologici scafi con 20 uomini di equipaggio e piccoli velieri del tempo che fu.

Trieste probabilmente nessuno se la ricorda e nessuno ne parla perchè è troppe epoche in una, troppi momenti storici salienti raccolti in un'unica città, troppi ricordi mescolati. Ma è bella, decisamente.

sonia
L'ha detto xscherzoexcaso | commenti (4)(popup) | commenti (4)
categoria: viaggi, gite
mercoledì, 07 ottobre 2009

Letture triestine - "Franziska" e "Qui è proibito parlare"

In vista di un fine settimana triestino (questo che verrà), ho tentato di immergermi un po' in trieste e leggere qualcosa che, quando sarò là, mi possa venire in mente.
Grazie a G., che mi ospiterà là, ho scelto Franziska di Tomizza e Qui è proibito parlare di Pahor. iIl primo l'ho finito oggi, atmosfere difficili di una Trieste in fieri. Un processo che ha trasformato il porto dell'impero, nel porto dimentiato dell'est Italia di oggi, passando per padroni, dittatori e arditi di ogni sorta. Tra i personaggi scorre la speranza di una convivenza serena, di un arricchirsi tra popoli. Ma vengono alla luce spesso dei sentimenti di superiorità, una convivenza potrebbe essere possibile se l'altro si tira inditero...
E questi pensieri sono stati e sono vera realtà se il risultato è che ancor oggi non si parla di Trieste e della sua anima duplice, dell'Istria e del suo passato di tutta la Venezia Giulia e di ciò che lì si è vissuto. Città ai confini dell'impero, dell'Italia e della conoscenza che gli italiani hanno.

sonia
L'ha detto xscherzoexcaso | commenti (1)(popup) | commenti (1)
categoria: viaggi, libri, gite
venerdì, 24 aprile 2009

Mah, la geografia ...

Battendo il Papa di quasi un mese siamo andati giù qualche giorno. La terra santa è in subbuglio per la visita dell'Olifazer.
A. una bella conoscenza d'aereo mi ha detto che hanno trovato molti siti archeologici cristiani chiusi, per grande spolvero pre visita papale.
Commentando il percorso del Baba (in arabo si dice così, giuro) da Amman a Gerusalemme, passando per Tel aviv e Betlemme, con Galilea e Nazareth comprese, mi viene da dire... scusi ma la Palestina e i palestinesi? No dico, tra la Giordania e Israele ci sono anche loro, anzichè volare non poteva almeno almeno provare a passarci?

No perchè sa, quella che le hanno messo al collo, la kefiah, vien da lì eh?

sonia
L'ha detto xscherzoexcaso | commenti (7)(popup) | commenti (7)
categoria: viaggi
sabato, 21 febbraio 2009

Regali - Paris

Questa settimana c'è stato il mio compleanno e, con un po' di fortuna e tanta gioia, sono riuscita a regalarmi qualche giorno a Parigi. A sciacquare i panni in Senna come mi è stato detto.

Ad essere sincera, se c'è una parola che può riassumere il mio stato d'animo in quesi giorni è STRANA.
Mi sentivo strana ad essere là senza avere qualcosa di preciso da fare, senza lezioni da seguire, senza dover correre in banca, senza dover fare la spesa. Il primo giorno ho girato senza meta per le mie strade, guardando ma non vedendo gli altri, respirando soprattutto gli odori (quello della metro, vero G.?) e sentendo soprattutto i rumori.
Poi mi sono riappropriata dei miei movimenti, non ho praticamente mai preso la metro e ho camminato tanto.

Devo dire che se c'è una cosa che mi ha stupito è che la mia memoria, che solitamente è molto visiva, in questa occasione è stata prima tutto sonora e olfattiva. Lo dimostra il fatto che avrò scattato in tutto tre foto, mentre ho scritto tanto. Ho scritto appoggiata al corrimano del terrazzo del Pompidou, ho scritto dentro alla Fnac dove mi sono ritirata due ore a leggere bande dessinée, in un bar bevendo un the caldo e ristoratore. Ho mangiato cibi dai gusti conosciuti che sono per me delle vere e proprie madeleine parigine, una crêpe proprio lì dove ne ho mangiate tante, un pranzo con un panino che mi sembrava di aver mangiato il giorno prima, una cocotte di moules e frites gustata leccandosi le dita, montagne di falafel e hummus che ci ho messo ore a digerire ma chi se ne frega.

Vi dico solo che nei miei 13 kg di valigia c'erano biscotti, macarons, cereali e formaggi puzzoni a tutto andare. Le quattro maglie e i due pantaloni che avevo portato li ho stivati nel bagaglio a mano. E poi qualche libro, qualche ciappetto di Muji e una botta di malinconia non da poco.

Però mi ha fatto tanto bene, è stato un regalo superlativo.

sonia
L'ha detto xscherzoexcaso | commenti (6)(popup) | commenti (6)
categoria: viaggi
sabato, 23 agosto 2008

Drei tags in Österreich - Conclusione

Tre giorni, viaggio compreso, sono ovviamente pochi per capire un paese e sicuramente non mi permetto di dire che ho capito e nemmeno conosciuto l'Austria in questa gitarella. La vicinanza, il naturale incontro e i precedenti viaggi mi hanno però portato a pensieri confermati anche da questo corto viaggio.

Per il mio carattere (e questa è una premessa dovuta, il mio moroso ha definito questo viaggio un tour in "Preci-Sonia") l'Austria si comporta meglio di noi. Non parlo politicamente, non parlo ad un livello sociologico approfondito, ma parlo per quello che ho visto e vedo, per quello che tocco con mano. Sono una neo lavoratrice (più o meno), mi scontro con le difficoltà di vivere e di lavorare fuori casa, non ho la macchina e mi considero una persona normale. Eppure a volte quando giro per Bologna, quando vado dal moroso a Terni e anche quando passo i fine settimana qua a Trento mi sento un bel po' spiantata, a volte vorrei fare delle cose che reputo normali ma non me le posso permettere, a volte vorrei fare dei giri che mi sembrano misurati alla ventiseienne che sono e non li posso fare. Mi spiego.

Avete presente l'andare fuori a cena (e non nel ristorante superlusso, una pizza va bene!)? Bene, con uno stipendio normale (inteso: come ci hanno convinto che sia normale) me lo permetto raramente. In Austria abbiamo mangiato in tre tutte le sere, con carne e verdura e una birra da mezzo litro a testa e pure buona, spendendo in media 30/35 euro in totale. A riprova di questo il fatto che i locali sono pieni di giovani che ridono, mangiano e bevono. Ormai con i miei amici mangiamo una pizza a casa e poi usciamo!
Avete presente andare vivere nelle nostre città solo con la bicicletta? Impossibile evitare che ti prendano sotto, a meno che non siate dotati di uno stuolo di angeli custodi, impossibile evitare di farsela rubare, a meno che non siate dotati di uno stuolo di guardie del corpo da lasciare a guardia della bici. A Salisburgo (e lo stesso a Innsbruck e Vienna, me l'hanno detto due amiche che ci vivono) ci sono le ciclabili, fuori dai negozi, dai ristoranti e dalle biblioteche ci sono i porta bici più pieni che io abbiamo mai visto e le macchine si fermano a dare la precedenza alle biciclette, negli incroci. Risultato: centro chiuso al traffico e biciclette in affitto per i turisti.
Avete presente farsi un fine settimana fuori, diciamo una volta ogni due mesi? Qui da noi, sempre che possiate raggiungere la vostra meta con un treno, si viene gentilmente spennati per una notte. Siamo pariti ad agosto, prenotando un'ora prima di partire con una telefonata e trovando un albergo tre stelle, super pulito, che con 30 euro a testa ci ha sistemati a 10 minuti a piedi dal centro, con colazione e parcheggio inclusi e a Salisburgo ci sono più ostelli, che offrono anche il servizio camera singola o doppia.

Ovviamente a fronte di queste due o tre annotazioni ci sono tanti aspetti che ignoro sulla vita in Austria (stipendi, facilità o meno nel trovare lavoro, costo della vita nel quotidiano...) e che mi piacerebbe proprio scoprire, magari da qualche blogger italiano che vive là. Ma la mia conclusione su questi tre giorni è che dovremmo imparare qualcosa da questa benedetta Austria!

... ovviamente in cambio abbiamo molto da offrire e da insegnare, come sempre negli scambi e nei rapporti tra culture
... ad esempio un buon espresso?!?!?

sonia
L'ha detto xscherzoexcaso | commenti (5)(popup) | commenti (5)
categoria: viaggi